Apparecchiature ortodontiche

La ricerca ha reso disponibile numerose apparecchiature i cui vantaggi e svantaggi potrete discutere ampiamente durante la prima visita. La Dottoressa sarà in grado di consigliarvi su quale dispositivo sia maggiormente adatto.

La tradizionale apparecchiatura fissa è costituita da attacchi metallo o in ceramica che vengono applicati attraverso un prodotto che non danneggia i denti e che è pensato per resistere alle normali forze di masticazione

Ortodonzia Paola Polacco

Gli attacchi di ultima generazione utilizzanti in studio sono autoleganti e questo, in associazione a fili superelastici, rende più semplici e rapide le fasi di allineamento dentale, più facile l’igiene orale e meno frequenti le urgenze ortodontiche.

Permettono di conseguire risultati stabili e duraturi nel tempo, con un buon controllo della posizione radicolare. Possono essere:

  • Metallici: dotati di una maggiore visibilità, sono in genere di dimensioni più contenute, meno fragili e presentano un minore coefficiente di attrito tra il filo e l’attacco. Sono costituiti da acciaio e, a seguito dei progressi effettuati nella tecnica, sono più compatti di una volta.
  • Estetici: in ceramica, traslucente che si mimetizza con il colore del dente, poco visibili alla distanza standard di relazione (45 cm-1 m). Sono leggermente più ingombranti rispetto a quelli metallici. Vengono comunque collegati tra loro da un filo metallico e dato che, se entrano a contatto con lo smalto dei denti antagonisti, possono determinarne l’usura, in alcuni casi è consigliabile posizionarli solo nell’arcata superiore.

Rappresenta indubbiamente una delle novità in ortodonzia degli ultimi anni e permette di allineare i denti in modo più confortevole e meno visibile rispetto all’apparecchiatura tradizionale.

Come funziona?

Basata su principi biomeccanici completamente diversi rispetto a quelli utilizzati con l’apparecchiatura fissa, prevede la realizzazione di allineatori trasparenti individuali (mascherine) che determinano gli spostamenti dei denti che sono stati che sono programmati attraverso una simulazione computerizzata (Clin Check).

Ortodonzia con allineatori invisibili Paola Polacco

Come viene progettata?

Dopo aver acquisito la raccolta dei dati diagnostici attraverso uno scanner digitale, viene programmata la posizione finale dei denti e il tipo e la sequenza dei movimenti necessari per ottenerla. Al termine della progettazione il software elaborerà i dati ricevuti e sarà in grado di fornire in dettaglio il numero di allineatori necessari per risolvere la malocclusione.

Ogni allineatore è programmato per effettuare piccoli spostamenti dentali e, a ogni cambio di mascherina, il dente sarà spostato delicatamente nella posizione successiva

Per ottenere una buona adesione degli allineatori al dente e facilitare alcuni movimenti dentali è necessario applicare degli “attachment” sui denti, dei piccoli “chicchi di riso” realizzati con lo stesso materiale che si utilizza per effettuare le ricostruzioni estetiche, in grado di mimetizzarsi con il dente stesso.

Come si indossano gli allineatori?

Gli allineatori sono rimovibili e devono essere indossati, su denti puliti e spazzolati, 22 ore al giorno e cambiati in base alle indicazioni che vi vengono date in studio ogni 7-10 gg.

In studio vi verranno consegnati anche dei piccoli rotolini di gomma (chewies) che, in base al tipo di movimento programmato, dovrete masticare per permettere un perfetto adattamento (fitting) tra gli allineatori, gli attachment e i denti in modo da dare completa espressione alla forza elastica dell’allineatore.

È possibile mangiare?

Mentre gli allineatori vengono indossati non è consigliabile assumere liquidi o cibi a eccezione dell’acqua, per evitare che si deformino o subiscano colorazioni antiestetiche

Tale tecnica è stata introdotta sul mercato alla fine degli anni ’90.  All’inizio era pensata per risolvere i problemi nei pazienti adulti che non avrebbero mai accettato di sottoporsi ad un trattamento ortodontico tradizionale.
Adesso, la continua ricerca nel campo e la maggiore comprensione delle modalità con cui avvengono gli spostamenti dentali, la rendono una tecnica affidabile anche per risolvere problemi negli adolescenti (Invisalign® Teen) o, in alcuni casi selezionati, nei pazienti più piccoli per espandere le arcate e trovare spazio per i denti permanenti (Invisalign® First).

lo Studio della Dottoressa Polacco è certificato Invisalign® dal 2000.

È l’apparecchiatura invisibile per eccellenza!
Gli attacchi vengono applicati sulla superficie interna dei denti e per questo sono praticamente invisibili.

Una nuova tecnologia prevede la produzione individualizzata per ogni dente del singolo paziente e quindi la possibilità di ridurre le dimensioni degli attacchi che risultano più confortevoli di una volta.
L’ingombro all’interno della bocca richiede tuttavia un periodo di adattamento soprattutto nel paziente adulto.

Ortodonzia Linguale Paola Polacco

Quando sceglierlo?

Quando si ricerca una soluzione completamente invisibile o non si ha la costanza di utilizzare quotidianamente gli allineatori rimovibili.

Il cambiamento, soprattutto nel corpo, è ovunque e quindi anche a livello degli elementi dentali.

Nei bambini ci sono dei periodi di crescita che determinano, in poco tempo, cambiamenti considerevoli, nella dimensione e nella posizione dei mascellari. Negli adulti le modificazioni sono indotte prevalentemente dall’età perché cambia la pressione dei tessuti e la forza della masticazione. In entrambi i casi il trattamento ortodontico non è stabile al 100% e alcuni spostamenti verso la posizione di partenza sono inevitabili.

Contenzione Paola Polacco

Inoltre, indipendentemente dall’essere stati sottoposti a trattamento ortodontico i denti possono muoversi nel corso della vita causa delle forse muscolari e occlusali che agiscono su di essi. Un affollamento degli incisivi inferiori si verifica tra i 20 e i 35 anni anche in soggetti che fino a quel momento avevano presentato un ottimo allineamento

È difficile controllare sempre la genetica, la funzione, la pressione delle labbra, le abitudini viziate, la perdita dei denti e gli altri fattori che durante la vita possono influire sull’allineamento dentale.

L’unica possibilità per evitare qualunque spostamento dei denti al termine della cura ortodontica è quello di portare la contenzione che viene consegnata alla fine del trattamento. Per queste ragioni la fase di contenzione è importante quanto quella della terapia attiva e deve durare il più a lungo possibile. In alcuni casi per tutta la vita.

I tipi di contenzione utilizzati possono essere fissi rimovibili:

  • Retainer fissi: sono costituiti da un sottile filo di metallo che viene fissato sulla parte interna dei denti anteriori. Non è visibile ma richiede un po’ più di attenzione con le manovre di igiene orale. Solitamente viene posizionato nell’arcata inferiore ed ha il vantaggio di non richiedere collaborazione, ovvero non ci si può dimenticare di metterlo!
  • Retainer rimovibili: sono rappresentati da mascherine trasparenti termostampate o da placche in resina e filo metallico. In base al tipo di spostamento effettuato durante il trattamento e la tendenza alla recidiva del caso, verrà scelta la soluzione più adatta per il paziente.
  • In genere si chiede di portare per i primi mesi la contenzione rimovibile per circa 14 ore al giorno, dopo i primi 6mesi si passerà ad un uso solo notturno, per poi discontinuarla progressivamente, ed indossarla solo 1volta a settimana come costante controllo sulla stabilità del trattamento.

Una delle acquisizioni più recenti in campo ortodontico è rappresentata dall’uso delle microviti come supporto per gli spostamenti ortodontici.  L’affermazione di Archimede: ”Datemi un punto di appoggio e vi solleverò il mondo “ potrebbe essere tradotta da un ortodontista in: ”datemi un punto di ancoraggio e raggiungerò risultati più predicibili” con minor richiesta di collaborazione da parte del paziente.

Apparecchi sostenuti da microviti - TADS - Paola Polacco

Come funzionano le microviti o l’ancoraggio scheletrico?

 Le microviti, in genere autofilettanti e di diametro compreso tra i 2-3 mm e lunghezza variabile (9-13 mm), vengono inserite nell’osso mandibolare e mascellare previa esecuzione di anestesia locale. In base al sistema di forze progettato dall’ortodontista sono poi collegate al dispositivo ortodontico in modo da costituire un valido sistema di ancoraggio per dissipare le forze di reazione ortodontiche non volute.

Dove sono posizionate?

Molti sono ormai gli studi che hanno individuato una “safe zone” in cui posizionarle, una zona cioè con una quantità di osso sufficiente per garantire la stabilità della microvite e con sufficiente spazio per evitare che vi siano interferenze con le strutture anatomiche circostanti. Sono stabili nel 95% casi e solo in una piccola percentuale può essere necessario posizionarle nuovamente.

Una delle sedi elettive di inserzione è rappresentata dal palato, lontano dalle radici dei denti e dalla mucosa libera che potrebbe interferire con queste.

Per poterle posizionare in modo sicuro e affidabile viene adottata una tecnica di tipo indiretto “Easy Driver” che prevede una attenta pianificazione digitale tridimensionale del loro posizionamento e il trasferimento dei dati acquisiti attraverso una dima prodotta con stampante 3D.

In quali casi l’ortodontista valuta l’ancoraggio con microviti?

  • Come supporto all’espansore del palato nei casi in cui la sutura abbia già cominciato la sua ossificazione
  • Quando si deve modulare la chiusura degli spazi di estrazione per garantire un supporto ideale alle labbra
  • Quando si vuole ridurre la collaborazione del paziente
  • Quando la biomeccanica richiede punti di ancoraggio specifici
  • Quando si vuole effettuare un controllo verticale dei denti
  • Quando si vogliono ottenere risultati più prevedibili